giovedì 31 gennaio 2013

Dell'amore mi ricordo....

Per augurarvi una dolce notte....

Non mi è spiaciuto di servirti anche quando il tuo cuore era altrove.
Non mi è spiaciuto di seguirti con l'anima in ogni posto in ogni dove.
Cerco una rima con amore che non sia cuore o dolore.
Poiché dell'amore mi ricordo. Quello fatto contro i muri.
Con le nostre ombre come rami avvinghiati ai nostri corpi.
L'amore fatto in fretta per paura che arrivasse qualcuno.
L'amore che rubava le fiamme al furore degli occhi.
Rubava il tempo al tempo scaduto. 


Oliviero Malaspina

 
Ascolta: Erykah Badu feat.Stephen Marley - In Love with You  

martedì 29 gennaio 2013

UN DESIDERIO

Un desiderio inafferrabile come foglie nel vento.
Un fuoco che ti divora
nelle tue fantasie solitarie.
Una voce che urla dentro di te.
La passione che non dà pace
al tuo corpo.
Il mare calmo dopo la tempesta.
Una luce che ti abbaglia.
Un brivido. Un’allucinazione.
Una morte e una rinascita.
La partenza e l’arrivo
del tuo lungo viaggio.
Una stanza calda dove rifugiarti
nelle notti d’inverno.
Questo voglio essere per te.


La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

lunedì 28 gennaio 2013

CORRO COME IL VENTO CHE SOFFIA

E’ stata subito attrazione fatale tra me e quel manto rosso. Ogni volta che poso i piedi là sopra e comincio a correre mi sento come catapultata in un altro mondo, un’altra dimensione. All’inizio la mente annaspa nei problemi di tutti i giorni, ma dopo un pò è come se nuotassi nell’aria, non penso più a niente, l’istinto prende il sopravvento,  lascio che corpo e mente diventino una cosa sola con la pista e seguano semplicemente i ritmo dei piedi.  Non mi piace correre contro qualcuno per arrivare prima; sì lo ammetto ho un forte orgoglio che mi spinge ad essere competitiva, ma soprattutto mi piace correre contro il tempo perchè solo così posso davvero capire i miei progressi, i miei limiti, i miei punti  forti e quelli deboli. Solo così posso davvero migliorare. La sfida è contro me stessa non contro gli altri. Non sono ammesse sconfitte, non ci si può ritirare, non importa arrivare prima o ultima, la vittoria è nel dare il  massimo, contro me stessa, sempre. E quando incontro un ostacolo non posso svincolare, non posso rimandare nè avere esitazioni: devo superarlo e prepararmi ad incontrarne tanti altri.  
Corro contro me stessa, contro la voglia di mollare, di fermarmi e urlare "Bastaaa".
Corro contro il mio corpo e i suoi limiti, per superarli e spingermi sempre un pò più in là, per sfidare i muscoli indolenziti, il respiro affannoso, e il battito impazzito.
Corro contro i cronometri, quello della pista e quello della vita, che avanzano veloci ed inesorabili e vorrebbero costringermi alla resa. Mai!
Corro contro i miei anni che scivolano via, ed io dietro ad inseguire i miei sogni, passo dopo passo, vado incontro al futuro in fondo a quella pista che sembra infinita. 
Corro perchè se non lo faccio scalpito come una puledra chiusa in un recinto che ha voglia di galoppare su praterie sterminate…  
Corro perchè è l’unico modo per spezzare le mie catene e sentirmi finalmente libera! 
Corro e mentre sto correndo penso "Ma chi me l’ha fatto fare? Ora mi  fermo, ora mollo tutto!"
Ma poi succede sempre qualcosa, come un’esplosione dentro di me, una reazione chimica, e l’orgoglio, la disperazione o semplicemente i piedi e la voglia di di arrivare mi portano  fino in fondo.
E quando arrivo al traguardo posso guardare indietro e  dire: ce l'ho fatta! Un attimo dopo la fatica e  il dolore non li ricordo più, ma quella soddisfazione, quella sensazione inebriante quella sì che la ricordo, mi resta dentro e sulla pelle come un orgasmo prolungato e profondo e cancella tutti i pensieri negativi.
Così con ancora addosso il sudore della corsa comincio già a pensare alla prossima gara: ma sì la prossima volta parto più piano, la prossima volta faccio più lunghi, la prossima volta bevo di più ai primi rifornimenti, la prossima volta …
Sì, credo che questa sia la magia della corsa: più soffri  più te ne innamori. Con la pioggia e con il vento, col caldo torrido di agosto, con lo smog e le salite impervie, con le scarpe scassate che hanno macinato km su km, se hai provato quella magia non ci puoi più rinunciare, è dentro di te. 
Corro perchè sono viva e finchè avrò fiato correrò. 
"Corro come il vento che soffia!"  diceva Forrest Gump    

La bambina col cappotto azzurro-cielo


 La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio - per non dimenticare...

Perchè bisogna ricordare? Perchè quando si spegne la voce di chi può raccontare inevitabilmente il ricordo della tragedia scolora, si affievolisce, sembra appartenere ad un altra epoca, ad altre generazioni, sembra non toccarci più. Sembra irripetibile. Invece l'odio e la morte possono tornare e spesso lo fanno, con altri nomi e altri volti, ma ritornano se glielo lasciamo fare. Per questo occorre ricordare sempre, perchè il ricordo rimanga vivo come una ferita aperta, e il dolore di quella ferita bruciandoci la pelle, ci ricordi ciò è stato, perchè non sia mai più.

Io ho conosciuto un ebreo polacco, che ha portato fino alla morte il numero di matricola con cui venivano tatuati nei campi...un giorno gli dissi: Larry (il suo nome dopo essersi trasferito negli usa alla fine della guerra), dimmi Larry, i tatuaggi ora si possono togliere, perché lo tieni ancora?....
Mi rispose: 

per te, per voi... Perché sappiate...
Quando morì si fece cremare "per raggiungere i suoi compagni nelle nuvole".

 
G.C.

Un film meraviglioso, TRAIN DE VIE, da vedere assolutamente, questa è la scena finale...
 Train de vie - Un treno per vivere - Scena finale 

Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento....

sabato 26 gennaio 2013

Buon week end a tutti...con una favola blu

Illustrazione: Mariarita Brunazzi
Una volta il semaforo che sta a Milano, in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi. “Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo?” Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai. In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano: “Lei non sa chi sono io!” Gli spiritosi lanciavano frizzi: “Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna. Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini. Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio d’oliva.” Finalmente arrivò un vigile e si mise in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: “Poveretti! Io avevo dato il segnale di - via libera - per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio.

Il semaforo blu
Gianni Rodari

venerdì 25 gennaio 2013

Nannarella.....



Lo ammetto, 
ho un carattere eccessivo e smodato.
Non mi so frenare, 
ogni volta che amo mi impegolo
fino ai capelli. 
Sapessi che strazio, poi, uscirne vivi,
che tragedia scappare!
E una mattina ti svegli nel letto 
e non hai più sangue.
Ma poi ricomincia, ed è meraviglioso.



Anna Magnani

giovedì 24 gennaio 2013

Memorie di una Geisha ....

Per dare la buonanotte a tutti, una citazione da uno dei miei romanzi preferiti.... 

Ma come posso descrivere ciò che vidi in quell’attimo?
Mi stava guardando nello stesso modo in cui un musicista fissa il proprio strumento un istante prima di cominciare a suonarlo, con affetto e padronanza.
Ebbi l’impressione che potesse leggere dentro di me 

come se fossi stata parte di lui.
Quanto avrei dato per essere lo strumento che lui suonava!


Arthur Golden, "Memorie di una Geisha"


e una delle mie canzoni preferite 
DES'REE - I'M KISSING YOU

STUPIDARIO MASCHILE (le scuse più usate dagli uomini per scaricare noi donne)

La vita sarebbe piu' facile se un uomo andasse da una donna le dicesse "voglio fare sesso con te". Così si potrebbe rispondere sì oppure no, ma almeno sarebbe tutto trasparente. E questo non accade mai. Gli uomini hanno troppa paura di un rifiuto, pensano che noi donne abbiamo bisogno di credere certe cose per dire di sì (amore, favole, principi azzurri ecc)  e sono disposti a farcele credere pur di raggiungere il loro scopo. Scopo a cui dedicheranno ogni istante del loro tempo e ogni loro energia per giorni, settimane, talvolta mesi, senza limite alcuno alle fesserie che potranno fare e dire per arrivare finalmente all'agognato momento in cui ..... riusciranno finalmente a portarci a letto. Da quel momento in poi cambierà tutto.

Illustrazione Klaas Verplancke
Dopo aver raggiunto l'agognata meta il maschio cercherà in tutti i modi di dileguarsi, ma senza dirtelo esplicitamente, perchè non si sa mai nella vita potrebbe incrociare nuovamente il tuo letto,  quindi non darà mai tagli netti e preferirà uno strategico allontamento progressivo. Insomma non ti vuole tra le scatole, ma non ti vuole neanche depennare dall’agendina.  Mail e sms gli eviteranno la seccatura di doverti telefonare e dirtelo di persona. Ma nell'elaborazione delle scuse per tenerti a distanza senza scaricarti del tutto, gli uomini non si sforzano molto (hanno esaurito la fantasia per portarti a letto) e le frasi son sempre le stesse.  Dopo un sondaggio tra amiche e conoscenti e tenendo conto di alcune esperienze personali ho raccolto uno stupidario delle frasi maschili più usate per scaricare una donna (e quel che noi donne vorremmo rispondergli ma spesso non lo facciamo per educazione): 

1) Lui: Anche io ho dei sentimenti..........   
Risp: E quindi? questo ti rende meno stronzo?

2) Lui: Manchi anche a me, ma cosa posso farci?   
Risp: Hai ragione non sforzarti, hai già fatto pure troppo a concludere una frase di senso compiuto...

3) Lui: Io non sono come gli altri, non ti farò mai soffrire.... (sottotitolo: per questo ti lascio)
Risp: Vero, non sei come gli altri...sei peggio!

4) Lui: Sono stanco, ho un sacco di cose per la testa...... 
 Risp: Sì certo...il calcetto, gli amici, il bar, youporn...

5) Lui: Sei la persona giusta al momento sbagliato.... 
Risp: Per te è sempre il momento sbagliato, sei nato che il momento era già sbagliato

6) Lui: Mi serve un po’ di tempo per ritrovare me stesso... in alternativa: devo ritrovare il mio equilibrio... 
Risp: e ovviamente l'hai cercato  nel letto di qualcun altra....

6bis) Lui: Non so più chi sono....  
Risp: E' meglio che tu non lo scopra mai...potresti spaventarti. 

Illustrazione Janice Nadeau
7) Lui: Non ti ho chiamato perchè ho avuto problemi col cellulare....
le varianti possono essere: Appena posso ti chiamo ..... Domani ti chiamo.... Dalla settimana prossima sono più libero e ci sentiamo.....Vado in vacanza all’estero, ma ti chiamo appena torno....  
Volevo chiamarti ma poi non so cos'è successo....

Queste non si possono neppure commentare... 

8) Lui: Meriti di meglio .....Tu sei troppo non ti merito...  
Risp: Hai davvero ragione!

9) Lui: Ho bisogno di più spazio.... 
Risp: Non sarà che hai messo su troppa pancia ultimamente, prova con una dieta!

10) Lui: Sono talmente attratto da te che è meglio se non ci vediamo perchè rischio di innamorarmi....
Risp: Io non corro certo questo rischio con te....

And the winner is....Il primo premio assoluto va a:    Lui dice: Non sei tu, sono io.... 
L'unica risposta possibile è.....Ma vaff....

A voi la parola care amiche....chi vuole può completare la lista....

 

mercoledì 23 gennaio 2013

Tenera è la notte ...


"Gli era salita sulle scarpe abbracciandolo forte.
Lui le aveva stretto il viso e lo aveva sollevato, 

come un libro aperto. 
“Pensa a quanto mi ami in questo momento”, 
gli sussurrò. 
“Non posso chiederti di amarmi sempre così, ma di ricordare sì. 
Da qualche parte dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera”.


 Francis Scott Fitzgerald
"Tenera è la notte"



.... e su gentile suggerimento una splendida
Des'ree- Why should I love you? 

lunedì 21 gennaio 2013

Secondo me la donna ....

    Massimo Falsaci
Secondo me la donna, e l’uomo, sono destinati a diventare, uguali. In questa nostra epoca, la civiltà si è data un gran da fare, per attenuare certe differenze che erano causa di profonda ingiustizia. C’è stato un graduale avvicinamento, nel modo, di comportarsi, di sentire, di pensare. Insomma, di vivere. Fino alla tanto sospirata parità.

Però, secondo me all'inizio di tutto, c'è sempre una donna.

Secondo me la donna è stato il secondo errore di Dio. Il primo...


Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai.


Secondo me una donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende della vita. A volte persino nell'amore.


Secondo me una donna innamorata imbellisce. Un uomo... rincoglionisce.


Secondo me in un salotto quando non c'è neanche una donna è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non c'è neanche un uomo, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra.


Secondo me un uomo che si vanta di iniziare le donne ai piaceri dell'amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze della città.


Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine "sfigata".


Secondo me un uomo che dice di una donna "quella lì la dà via"meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai.


Secondo me una donna che fa l'amore per interesse è una puttana. Se lo fa invece perché le piace è... non c'è la parola.


Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l'amore "Come con te con nessuno" andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza.


Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi... forseuna proiezione, un'immagine, un sogno. Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.


Secondo me il primo maschilista è stato Dio che si è fatto uomo. Però io, se fossi stato Dio, non so se la donna l'avrei firmata.


Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respinta rimane sconcertata. Non ci può credere. Il suo primo pensiero è che lui sia omosessuale, ma in genere questa versione non regge. E allora pensa: 'Eh già, lui si difende... ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente... oppure si sente bloccato dall'eccessiva eccitazione...'Il fatto che lei possa non piacere è un'ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione.


Donna, l'angelo ingannatore. L'ha detto Baudelaire.


Donna, il più bel fiore del giardino. L'ha detto Goethe.


Donna, femina maliarda. L'ha detto Shakespeare.


Donna, sei tutta la mia vita. L'ha detto un mio amico ginecologo.


Secondo me una donna che oggi fa la madre di famiglia e rinuncia a lavorare, sbaglia. Se invece lavora e rinuncia a fare la madre di famiglia, sbaglia. Se cerca contemporaneamente di lavorare e di fare la madre di famiglia'... sbaglia. Sbaglia comunque. L'uomo invece non sbaglia mai. Sono secoli che sa quello che deve fare. Forse è per questo che è così intronato. O forse anche per qualche altra ragione...


Sì, secondo me la donna e l’uomo, sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle se non addirittura esaltarle queste differenze. Perché proprio da questo scontro incontro, tra un uomo e una donna, che si muove l’universo intero.
All’universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni, l’universo sa soltanto che senza due corpi differenti, e due pensieri differenti, non c’è futuro. 


Clicca per ascoltare: SECONDO ME LA DONNA - Giorgio Gaber 


Illustrazione: Massimo Falsaci
Primo Premio "Trofeo Gaber". Titolo: Il Signor G. Tecnica: acrilico su tela
massimofalsaci.it
Testo della canzone Secondo me la donna di Giorgio Gaber dall'album Gaber 96-97 Secondo me all'inizio c'è sempre una donna. Secondo me la donna è stato il secondo errore di Dio. Il primo... Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, avolte dopo. A volte mai. Secondo me una donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende dellavita. A volte persino nell'amore. Secondo me una donna innamorata imbellisce. Un uomo... rincoglionisce. Secondo me in un salotto quando non c'è neanche una donna è comerecitare in un teatro vuoto. Se invece non c'è neanche un uomo, tra ledonne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra. Secondo me un uomo che si vanta di iniziare le donne ai piaceridell'amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze dellacittà. Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine "sfigata". Secondo me un uomo che dice di una donna "quella lì la dà via"meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai. Secondo me una donna che fa l'amore per interesse è una puttana. Se lofa invece perché le piace è... non c'è la parola. Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l'amore"Come con te con nessuno" andrebbe comunque arrestata per falsatestimonianza. Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi... forseuna proiezione, un'immagine, un sogno. Ma quando ci lasciano siamoproprio noi quelli che non amano più. Secondo me il primo maschilista è stato Dio che si è fatto uomo. Peròio, se fossi stato Dio, non so se la donna l'avrei firmata. Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respintarimane sconcertata. Non ci può credere. Il suo primo pensiero è che luisia omosessuale, ma in genere questa versione non regge. E allora pensa: 'Eh già, lui si difende... ha paura di essere troppo coinvoltoemotivamente... oppure si sente bloccato dall'eccessiva eccitazione...'Il fatto che lei possa non piacere è un'ipotesi che non puòassolutamente prendere in considerazione. Donna, l'angelo ingannatore. L'ha detto Baudelaire. Donna, il più bel fiore del giardino. L'ha detto Goethe. Donna, femina maliarda. L'ha detto Shakespeare. Donna, sei tutta la mia vita. L'ha detto un mio amico ginecologo. Secondo me una donna che oggi fa la madre di famiglia e rinuncia alavorare, sbaglia. Se invece lavora e rinuncia a fare la madre difamiglia, sbaglia. Se cerca contemporaneamente di lavorare e di fare lamadre di famiglia… sbaglia. Sbaglia comunque. L'uomo invece non sbagliamai. Sono secoli che sa quello che deve fare. Forse è per questo che ècosì intronato. O forse anche per qualche altra ragione...

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/giorgio-gaber/testo-secondo-me-la-donna.html

PAPA' SEPARATI: I NUOVI POVERI

Nel post precedente, in tono ironico ma non troppo, ho detto la mia sull'immaturità degli uomini della mia generazione, ma ora vorrei affrontare un argomento più grave, che mi vede totalmente dalla parte degli uomini. Se un uomo divorzia ha la garanzia che diventerà povero: dovrà mantenere i figli (cosa giusta), la ex moglie (cosa immorale) e perderà la casa coniugale. Se una donna divorzia sa che le spese per i figli le pagherà il marito, avrà un assegno di mantenimento per se stessa e la casa coniugale, l'auto ecc. ecc. insomma avrà una rendita a vita. Lei si potrà fare un nuovo compagno, anche conviverci e farci dei figli, e l'ex marito continuerà a mantenerla: meglio di una vincita alla lotteria! Trovo davvero immorale che un uomo debba mantenere l'ex moglie. Trovo vergognoso che una donna lo pretenda, soprattutto quando usa la scusante che deve stare a casa a fare la mamma. Può fare la mamma e lavorare come fanno in tante. Quando è stata fatta la legge sul divorzio aveva senso l'obbligo di mantenere l'ex moglie: allora la maggior parte delle donne non lavoravano, dipendevano quasi tutte economicamente dal marito, sicuramente erano poco tutelate. Prima di allora molte donne sopportavano l'infelicità coniugale perché in caso di separazione non avrebbero avuto di che vivere. Oggi la situazione si è capovolta: sono gli uomini che sopportano l'infelicità coniugale per paura di essere rovinati economicamente. E a dire il vero, cari uomini, non capisco proprio perchè vi sposate sapendo che potrebbe toccarvi la stessa sorte...Perchè diciamocelo, la donna dolce e amorevole che pensate di aver sposato, dopo la separazione diventerà una vampira assetata di sangue, degna della saga di Twilight. Non è meglio una sana convivenza e quando l'amore finisce amici come prima?

Ma torniamo al problema. La crisi economica viene sentita gravemente dai papà separati che finiscono in povertà a vivere sulle strade mentre cercano disperatamente di pagare mantenimenti a mogli,che usano i figli come ostaggi per pretendere sempre di più.
«Mi hanno derubato dell'amore dei miei figli, una delle cose più brutte che possa capitare a un uomo»;
«Se non avessi avuto i miei genitori e la solidarietà degli amici sarei un senza tetto»; «Vivo in un ripostiglio di 7,3 metri quadrati con un letto, una scrivania e una sedia al settimo piano su un terrazzo»; «Per mangiare vado a Sant'Egidio e ho trovato un letto all'asilo notturno».
Queste sono alcune testimonianze di padri disperati che gridano «rivogliamo i nostri figli». Padri defraudati dell'affetto, ridotto spesso a rituali deprimenti, colloqui col contagocce, padri privati di ogni effetto economico, che spesso rinunciano ai colloqui perchè si vergognano di farsi vedere dai figli nelle condizioni di disagio in cui sono costretti. Caritas, Croce Rossa e altre associazioni vedono che sempre più persone fra chi chiede un piatto di minestra ed un letto sono papà separati. In Italia sono 4 milioni e, secondo l'Eurispes, l'80 per cento di loro non riesce a vivere del proprio stipendio, tanto che 800 mila sono sotto la soglia della povertà. E così quando non possono contare sugli anziani genitori o su un'auto da trasformare in casa, finiscono alle mense di carità, in cerca di un piatto caldo e di un luogo in cui dormire. In fila, insieme ai senza tetto, per sostenere gli obblighi economici della separazione. E spesso, a questo ricatto economico non corrisponde neppure la possibilità di vedere regolarmente i propri figli. Nonostante che una legge del 2006 abbia sancito l’affido condiviso, i giudici italiani continuano ad affidare i figli alle madri, mentre i papà vengono esclusivamente caricati del peso economico della separazione. La stessa legge prevede che entrambi i genitori debbano provvedere al sostentamento economico dei figli, cosa che reputo giustissima, i figli si fanno in due e si mantengono in due. Ma come troppo spesso accade in Italia, è una rivoluzione solo sulla carta, perché la pessima applicazione e l'orientamento dei tribunali rendono nulli i propositi del legislatore. Nel 90 per cento dei casi la legge in vigore non viene applicata: i giudici concedono il condiviso solo formalmente, perché i contenuti dei provvedimenti, ossia i tempi di permanenza con i figli e l'assegno sono ancora quelli dell'affidamento esclusivo. Il mantenimento diretto viene negato nel 98 per cento dei casi anche tra due ex coniugi con lo stesso reddito. 
Quasi sempre, in base a un principio non scritto, ma consolidato, non viene garantita la parità e la donna diviene portatrice di diritti consolidati e l'uomo portatore di soli doveri. E così, tranne casi sporadici, come la recente decisione del Tribunale per i minorenni di Trieste di assegnare la casa alla figlia e far alternare i genitori nelle visite, ciò che accade nei tribunali rasenta l'incredibile. Alla Corte di Civitavecchia e a quella di Brescia hanno pensato persino di prestampare i provvedimenti. Ingannevoli spazi vuoti con sentenze già stabilite. Non c'è alcuno spazio da riempire per l'affidamento, perché scrivono' 'i figli vengono affidati congiuntamente ad entrambi i genitori, con residenza presso la madre che si occuperà della ordinaria amministrazione'. Così come non ci sono spazi da riempire al momento di stabilire le misure economiche 'stabilisce che il marito versi'. Non è prevista una casistica differenziata, non è previsto che la moglie possa avere un reddito triplo, che il marito abbia perso il lavoro o sia in cassa integrazione. Dal tribunale fanno sapere che si tratta di un refuso. Un refuso di cui nessuno si è accorto per 5 anni (fino alla scorsa estate questa modulistica si poteva scaricare direttamente dal sito del Ministero di Giustizia).
Refuso o no, se è vero che in passato le donne, le madri e i loro figli erano poco tutelate, ora lo sono troppo. In questo modo la giustizia diventa ingiustizia, la troppa tutela di una parte si trasforma in condanna dell'altra parte ad una vita di stenti. Una donna non ha diritto al mantenimento a vita, può andare a lavorare e mantenersi da sola, come farebbe se non fosse sposata. Se finisce il matrimonio ed ognuno se ne va per la sua strada entrambi devono essere in condizione di potersi rifare una vita. Quando sento donne che trattano gli ex mariti come bancomat,  impedendogli di vedere i figli, o mettendogli contro, usando i bambini come armi di ricatto, non rendendosi conto ( o forse rendendosi conto ma fregandosene) che così facendo privano i loro figli del legittimo diritto ad avere un padre. Quando sento storie del genere, che purtroppo sono tante, mi vergogno che esistano donne simili e spero che arrivi il giorno che un giudice, magari un giudice donna, dica "Signora si rimbocchi le maniche e se ne vada a lavorare, la pacchia è finita". 



Fonte: Liberamente tratto da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/papa-separati-i-nuovi-poveri/2177358/1111/0 e nuovi dati Eurispes

domenica 20 gennaio 2013

Come ti si dovrebbe baciare...


Illustrazione: Marta Farina
Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo che bacio.
  Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre


Erich Fried

DOVE SONO FINITI GLI UOMINI VERI?


Dove sono finiti gli uomini veri? E' una domanda che tra amiche ci  facciamo spesso, il più delle volte commentando con amarezza che no, uomini veri in giro non se ne vedono, neppure l’ombra. E per uomo vero non intendo uno che se la fa con tutte, che sia volgare o sgarbato, non uno di quelli con la camicia aperta  fin sopra la panza, il tappeto di peli in bella mostra e la catena d’oro. 

Per uomo vero intendo  un uomo che sia talmente sicuro di se da non aver bisogno di mentire inventandosi un personaggio solo per far colpo, che poi quando il castello di favole crolla di solito ci rimane sotto e diventa patetico. 
Uno che ti apra la porta quando entri in un locale, che compia con naturalezza quei  piccoli gesti che molti definiscono "old style" mentre io li definisco solamente "buona educazione". Che ti paghi una cena senza chiederti "dividiamo il conto?" perchè la parità non significa ineleganza, che ti chiami per dirti a voce “ciao, ti pensavo” anziché mandarti quegli insulsi sms da baci perugina. 
Uno che ti ascolti e si interessi davvero a quello che dici e che fai, e non che finga di ascoltarti pensando ad altro, solo per portarti a letto. E' davvero triste constatare come all'indomani certi uomini non ricordino neppure una parola dei tanti discorsi fatti.. eppure sembravano pendere dalle tue labbra fino alla sera prima. Tra adulti consenzienti anche una storia di letto senza impegno, ci può stare, ma anche quella, cari uomini, richiede una certa classe, altrimenti tanto vale andare con una bambola gonfiabile. Sono pochi coloro che sanno corteggiare una donna e tanti che credono di saperlo fare.
Il vero corteggiamento sta nel sorprendere una donna con i fatti e non con le parole, al giorno d'oggi ti riempiono tutti di sms preconfezionati, ma poi alla fine, nei fatti, si rivelano infantili e privi di creatività. Un uomo vero sa farti sentire donna con una parola, uno sguardo, un gesto. Anche quando non c'è, un uomo vero ti fa sentire sempre sua. Un uomo è quello che trasuda passione e non fame di sesso arretrata ed impellenti bisogni da soddisfare. Un uomo che sappia prenderti tra le braccia e senza dirti nulla farti capire "ecco sono qui e non ho bisogno di parlare tanto o di comprarti il mondo perché il mondo te l'ho do quando ti bacio". 

Invece il mondo è popolato da cicciobelli che sanno abbinare i boxer ai calzini, ma non hanno più sicurezze, incapaci di affrontare una femmina degna di chiamarsi tale, che rimangono bamboccioni e dormono nel letto di mamma e papà fino ai 48 anni. Insomma bambolotti da portare a spasso come facevamo da bambine....

Uomini che pur di non mettere a dura prova la loro virilità insicura preferiscono l’autoerotismo solitario con youporn piuttosto che una notte di sesso con una donna vera, o si dilettano con mezzora di sesso a pagamento così si evitano la fatica della conquista ed il rischio di un due di picche, oppure si trastullano tra le morbidezze di silicone di un transessuale, pronto a rimembrargli durante una sodomia quanto si sia umiliata e rammollita la loro natura di maschio.   

 Eccoli che ti raccontano quante prodezze e avventure hanno vissuto, che hanno girato il mondo e ora sono tanto impegnati da non poterti dedicare un minuto del loro preziosissimo tempo, ti chiameranno quando potranno. Invece poi ti rendi conto che è tutta una sceneggiata per costruirsi un personaggio, e gratta e gratta poi ti ritrovi con un quarantenne afflitto da sindrome adolescenziale, che prende ancora la paghetta da mammà, che passa le serate a bere con 4 derelitti al bar sotto casa, altro che vita mondana,  e le uniche femmine non virtuali che frequenta son madre, nonna, sorelle e la gatta di casa.
Spesso fingiamo di credere alle loro panzane, alcune fingono anche orgasmi, un pò per ingrossare il loro "ego" spaventato, sperando che magari, con un aiutino, riescano ad uscire dal guscio, ma sono talmente grossolani nell'interpretazione del ruolo di maschio che è impossibile non smascherarli. Stiamo al loro gioco per non affondarli definitivamente, perchè in fondo siamo tutte un pò materne, un pò crocerossine. Eccoli inermi, implumi e perennemente indecisi tra restare al caldo nel seno materno e spiccare il volo verso la maturità sessuale, che  non hanno la capacità di mettersi in gioco per quello che sono e di mostrare se stessi con orgoglio.
Certo si può capirli, in un modo popolato da femministe isteriche pronte a sputare veleno nei confronti di ogni uomo solo per partito preso, o donzelle che si apparecchiano in attesa del pollo da sposare pronte a cogliere il minimo segnale di debolezza per mettergli il guinzaglio. Capisco che non è facile districarsi tra tutti questi stereotipi, ma ci sono pure donne vere che vorrebbero un uomo con cui godersi un rapporto alla pari,  senza secondi fini matrimoniali ma anche senza infantilismi cronici. Non tutte le donne aspirano ad un uomo in tuta e pantofole sul divano tutte le domeniche ma pure un bambolotto, per quanto carino, alla lunga stanca.  Ci sono donne che hanno una loro vita piena e appagante, che non hanno vuoti da riempire con inutili fantocci, donne che sanno quel che vogliono perchè hanno superarato la fase adolescenziale, che hanno vissuto storie e legami forti, e comunque sia andata hanno imparato e sono state in grado di andare oltre e riprendersi in mano la loro vita, che non hanno voglia di esser considerate bambole gonfiabili ma neanche di fare il surrogato di mammà. Donne a cui non importa se hai la macchina o vai a piedi, sei hai i vestiti firmati o il rolex purchè tu sia te stesso.
 Donne che vogliono essere rispettate e trattate con il giusto modo, che vogliono uno scambio intellettuale degno di questo nome ma anche  divertirsi nel letto, goduriose e allegre, pronte a fare l’amore col proprio uomo, di gusto e non con gli occhi chiusi sperando che finisca. Donne attente al loro corpo senza esserne schiave, che portano con disinvoltura e orgoglio anche i propri difetti, esibendo il loro corpo come la mappa della loro vita, e non facce botoxate e culi liposucchiati dal primo macellaio estetico di turno.  Ecco le donne vere forse sono troppo vere per degli uomini insicuri e fragili. Donne complete che cercano uomini che sappiano portare fino in fondo un coito senza tante seghe mentali, e che soprattutto cercano un uomo che le faccia sentire donne prima e dopo il coito, e non solo durante. Perché è in quello la differenza tra un uomo vero e uno che non lo sarà mai.

venerdì 18 gennaio 2013

Se non penserò all'amore non sarò niente....


Se oggi dovessi raccontare la mia vita a qualcuno, potrei farlo in maniera tale che mi giudicherebbe una donna indipendente, coraggiosa e felice. Nient'affatto. A me è proibito menzionare l'unica parola che è più importante degli undici minuti: "amore".
Per tutta la vita, ho concepito l'amore come una sorta di schiavitù accettata. E' una menzogna: la libertà esiste solo quando esiste l'amore. Chi si abbandona totalmente, chi si sente libero, ama al grande estremo. E chi ama al grande estremo, si sente libero. Perciò, nonostante adesso io viva e faccia e scopra tantissime cose, nulla ha senso. Spero che questo periodo passi velocemente, affinché io possa tornare a cercare me stessa, incontrando un uomo che mi capisca, che non mi faccia soffrire. Ma che stupidaggini sto scrivendo? Nell'amore, non si può ferire nessuno. Ognuno di noi è responsabile di quello che prova, e non può incolpare l'altro.
Io mi sono sentita ferita quando ho perduto gli uomini dei quali mi ero innamorata. Oggi sono convinta che non si perda nessuno. Questa è l'autentica esperienza della libertà: avere la cosa più importante del mondo, senza possederla.

11 minuti
Paulo Coelho - Undici minuti


  

NEPOTISMO: UNA PIAGA ITALIANA


Alejandra Karageorgiu

Quando si dice che la famiglia è tutto: nella lista dell'Udc ci sono così tanti parenti che il simbolo è a forma di albero genealogico. In uno slancio di nepotismo senza freni Casini mette in lista la cognata, il "quasi" genero e il marito della sua portavoce, con l’aggiunta del nipote di De Mita come ciliegina sulla già ricca torta. Insomma le primarie le hanno fatte a cena tra di loro, più democrazia casalinga di così non si può.  Pd e Pdl non sono da meno: arrivano le "nuove generazioni" di parenti politici...ma purtroppo la new generation in questo caso non di new non ha niente ma è la prosecuzione della old generation. Lascia  il deputato foggiano Angelo Cera, per far posto al figlio Napoleone Cera, l’eurodeputato Gino Trematerra, per far posto al figlio Michele. Anche nel Pd hanno incrementato le “nuove generazioni” di parenti politici. In Lombardia viene candidata Giulia Mancini moglie del deputato Claudio, a Benevento la nuora di Floriano Panza, Anna Chiara Palmieri, a Napoli ricandidata la signora Anna Maria Carloni, moglie di Bassolino.Nel Pdl, infine, candidate Chiara Geronzi, giornalista del Tg5 figlia di Cesare, Katia Gentile figlia dell’assessore regionale Pino e nipote del senatore Antonio Gentile, e Luca Morrione, figlio dell’ex deputato Ennio. L'elenco potrebbe continuare a lungo e alla fine pur raschiando il fondo sono davvero poche le new entry, sono tutti candidati-riciclati in formato casereccio, come quando nelle grandi aziende di stato c'era l'uso di mandarti in pensione un pò prima però se assumevano tuo figlio. Ecco qui lasciano lo scranno a cui si son aggrappati per anni purchè rimanga in famiglia, altrimenti non lo mollano, non sia mai che vada ad uno in gamba e che sappia fare qualcosa di utile. Si parla tanto di meritocrazia ma pure le candidature si passano di padre in figlio, come le investiture al trono, insomma siamo ancora al Medioevo. Però nel Medioevo almeno potevamo scendere in piazza con i forconi.... Poi ci lamentiamo del nepotismo che vediamo negli ospedali, dove anziché privilegiare medici validi si privilegia l’assunzione di figli inetti di primari politicizzati, nelle università dove ci sono intere generazioni di docenti consanguinei, padri, madri e figli, amanti e pronipoti, alla faccia dei concorsi pubblici, tutti lì per merito ovviamente. Poi quelli davvero bravi devono andare all'estero dove si lavora se si vale e non in virtù del cognome. Certo è pur vero che ognuno ha i suoi meriti, pure le igieniste dentali e le letteronze. E la cosa drammatica è che ci sarà chi li vota…. La meritocrazia in Italia non esiste. Non esiste perché in generale noi italiani (non tutti per fortuna ma la maggioranza) rifiutiamo che essa esista in quanto davanti ad un'alternativa scegliamo sempre quella più semplice e più comoda per noi, anche quando significa compiere un’azione disonesta. La meritocrazia è non è una parola astratta ma un principio educativo, un fattore base in una cultura civile, un modo di vivere. Per far tornare la meritocrazia tra noi, semmai c'è stata, ci toccherebbe compiere un grande sforzo civico, morale, culturale: dovremmo tornare ad essere onesti.

Tutti noi cittadini, dal primo all'ultimo, compiere le nostre scelte secondo ciò che è giusto e non secondo ciò che ci fa comodo. E in questo paese è impossibile. Se il sistema meritocratico fosse stato attuato in Italia negli ultimi vent’anni, tutti noi ci saremmo risparmiati vent’anni di berlusconismo con annesse soubrette, spogliarelliste e starlette.  Ma la meritocrazia parte dal basso, dalle scelte che ognuno di noi fa nella vita di ogni giorno. E (detto con triste rassegnazione) non vedo meritocrazia intorno a me, a partire dal posto dove lavoro...A parte la mia modesta e personale opinione c'è quella del Washington Post. Le grandi testate giornalistiche mondiali sono tali perché sanno individuare e scegliersi grandi giornalisti. Il quotidiano The Washington Post non sfugge questa regola aurea e dobbiamo ammettere che Steven Pearlstein é prima un profondo conoscitore di uomini e poi il giornalista che sa cogliere l’essenziale, andare subito al sodo, esporlo ad arte. Con la garbata cortesia anglosassone, che riesce ad usare anche un pizzico di fine ironia pur in argomenti seri, molto serie. In un recente articolo “Italy’s culture threatens its economic future” coglie pienamente il segno nell’individuare il tratto caratteristico degli italiani, l’elemento che blocca lo sviluppo culturale, politico, sociale ed economico dell’Italia: il nepotismo. E ne da un giudizio lapidario. Come del prof. sen. Mario Monti: «honest and largely unknown economist». 

A limitare la crescita economica dell’Italia è il nepotismo che porta ad una gestione mediocre e impedisce ai migliori talenti di crescere. Senza una rivoluzione culturale e politica è difficile vedere come questo amabile e affascinante bastione della vecchia Europa possa uscire dalla crisi dell'euro e costruire un futuro economico. Nepotismo non solo familiare, non sempre figli o nipoti sono allo stesso livello dei padri o degli zii, ma anche a livello di scambio di favori tra membri di consorterie reciprocamente vincolati da indefettibili patti di mutuo soccorso, anche contro ogni possibile buon senso. E quasi invariabilmente i raccomandati sono tanto fessi qaunto impreparati: due caratteristiche che riunite sfociano in una presunzione smisurata. Questo sia nell’impresa privata, specie quella di dimensione piccole – medie, ma soprattutto nel pubblico, ove i concorsi sono quasi invariabilmente ad personam. I concorsi pubblici italiani sembrerebbero l’apice del virtuosismo del più perfetto dei sistemi nepotistici. Perla dell’articolo è però una frase, riportata quasi in modo sommesso: impedisce ai migliori talenti di crescere.

Un pizzico di nepotismo non lo si nega a nessuno ma dosi massicce sono certamente dannose. Ma quando il nepotismo si spinge al punto di impedire «ai migliori talenti di crescere», allora quella Collettività é condannata. Invece di evolversi, si involve in una spirale di decadenza che porta alla fine alla scomparsa. Ecco perché Pearlstein conclude dicendo che «senza una rivoluzione culturale e politica» l’Italia non potrà costruirsi un futuro economico.
(http://www.rischiocalcolato.it).

Per l'occasione balliamoci su....con le mitiche
SISTER SLEDGE - We are family

Sono nata con una rivoluzione

 
“Sono nata con una rivoluzione. 
Diciamolo. 
E’ in quel fuoco che sono nata, 
pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. 
Il giorno era cocente. 
Mi ha infiammato per il resto della mia vita. 
Da bambina, crepitavo. 
Da adulta, ero una fiamma.” 

Frida Kahlo



Ella Fitzgerald e Louis Armstrong - SUMMERTIME

giovedì 17 gennaio 2013

NON SI POSSONO DOMARE I SOGNATORI







Sono nata per scrivere parole, disegnare sogni su fogli di carta, fotografare volti sconosciuti in paesi persi nel nulla, sono nata per ballare quando il mio cuore piange, per andare oltre questa provincia verso strade nuove, per camminare nel mondo e vedere tutto ciò che c'è da vedere, sono nata per amare, scoprire, conoscere, sono nata per non avere pace. Sono nata per sognare sogni inafferrabili.

Forse una vita è  poco, per questo ne ho inventate due e ancora non bastano. Non sono nata per attraversare la vita in punta di piedi, non per essere l'ombra di qualcuno, non per subire passivamente senza reagire. Sono nata per lasciare un segno, per essere ribelle, per cambiare ciò che non vuole essere cambiato, per inventarmi ogni giorno un sogno sempre nuovo da inseguire.  Vedo le mie amiche annoiate ma felici con figli, marito,  amante, giorni tutti uguali, sere davanti alla tv e domeniche passate  all'Ikea, e le invidio, mi chiedo perché non posso essere cosi anche io? Ma so che non  posso.

No. Non potrei mai svegliarmi la mattina sapendo che oggi sarà uguale a ieri.  Significherebbe che una parte di me è morta e io voglio vivere. A costo di farmi male, voglio vivere! La vita è come l'oceano, puoi fermarti sulla  tua isola e rimanere a guardarlo chiedendoti cosa c'è oltre l'orizzonte o puoi esplorarlo stando attenta agli squali. Squali ne ho incontrato tanti ma sono ancora qui. Alla fine sopravvivo sempre. Non è così facile sbranarmi: fragile, emotiva, impulsiva, spesso infantile ma poi tenace, volitiva, testarda, terra del Carso, sangue di gente dura.  Sono abituata ad andare in salita a prendere ciò che voglio, ad arrampicarmi con le mani nude fino a ferirmi, la mia vita è sempre stata  in salita, senza scorciatoie. Sono abituata alle asperità e alla sofferenza, non mi spaventa soffrire perché ho dentro libri, poesie, persone, filosofie, religioni e viaggi, immagini, volti e luoghi ma soprattutto ho dentro amore, tanto amore.

Non mi arrenderò mai: io so ciò che sono. Ho costruito il mio modo di essere e pensare tra mille sferzate di bora, mille difficoltà affrontando momenti di sole troppo caldo, di pioggia troppo forte, di tormente di neve e raffiche di vento. Il dolore mi fa sentire viva… devo combattere per sentire che esisto…devo farmi male, toccare il fondo per risalire e rinascere…ogni volta  più forte….ogni volta più libera!

Sono nata per qualcosa di più, sono molto di più di quel che vedi, non  solo un'immagine, non solo un corpo, ma parole, pensieri, anima, sogni, alberi e mare, sono terra e vento, sono passione e fuoco, sono libertà e viaggio, un viaggio senza fine.  Questo viaggio è appena cominciato, non so dove mi porterà, forse lontano da te, forse più vicino, ma ovunque andrò so che sarò sola, perché nelle profondità dell'anima nessuno può raggiungermi. Non si può domare un sognatore, non si può domare ciò che non vuol essere domato.    


La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

non si possono domare i sognatori

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono la padrona del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
P.Coelho- Aleph 



mercoledì 16 gennaio 2013

IL TUO SORRISO

 
Bello come un invito a un viaggio,
come rugiada al sole del mattino 
sui petali di un fiore,
come gli occhi di una madre 
che allatta il suo bambino.

Bello come un abbraccio 
da lungo tempo atteso,
come un campo di grano 
mosso dal vento,
come il profumo della terra 
dopo il temporale,
come  i volti di bimbi alla finestre 
per vedere la neve che cade
come il quintetto in mi bemolle di Shumann.

Bello cosi, 
semplicemente,
come un ultimo bacio rubato prima di partire,
come il tuo sapore sulle mie labbra,
come le tue mani che stringono le mie,
come i nostri sogni che si intrecciano ai ricordi,
come le nostre fantasie sussurrate nella notte. 

Bello come un sogno.
Il tuo sorriso.


Per R.
La bambina col cappotto azzurro-cielo
 
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

NON USCIRE DA SOLA


Sonia Maria Luce Possentini
Ancora riguardo lo stupro avvenuto a  Bergamo pochi giorni fa, Isabella Bossi Fedrigotti che dal Corriere della Sera di oggi replica al procuratore di Bergamo,  Francesco Dettori, colpevole di un’uscita sicuramente infelice nei termini ma, secondo me, non nella sostanza. Dettori, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbe detto “Le donne sono lanello debole di una società in cui è parzialmente ancora inculcata l’assurda mentalità della femmina come oggetto del possesso. Lo dico con tutto il rammarico, ma sarebbe bene che di sera non uscissero da sole”. Queste affermazioni hanno fatto gridare allo scandalo tutte le femministe, e fatto parlare tutti i partiti di "resa al crimine". In realtà nel contesto del discorso l’uso del termine è improprio ma, se letto senza preconcetti, nella sostanza Dettori sembrava più voler alludere al fatto che, riguardo la violenza, le donne sono la più parte debole, indifesa della società,  quindi è un discorso che alla fine non è per nulla maschilista ma solo realistico. Ma quello che mi sconcerta è la reazione all'invito a non uscire da sole che è stato bollato come un "invito al coprifuoco" o a "uscire con la scorta", mentre a me non sembra né maschilismo né ingiustificato allarmismo ma solo schietto realismo. Non so se la signora Bossi Fedrigotti abbia provato ad uscire di notte nelle nostre strade cittadine, ma “non uscire da sola” è il minimo avvertimento che chiunque abbia un minimo di buon senso può dare ad una donna. Io personalmente lo ripeto a tutte le mie amiche.  Certo io sono una privata cittadina, mentre  la Bossi  Fedrigotti dice che questo può essere il discorso di un buon padre di famiglia o di un parroco ma non di un Procuratore della Repubblica. A me invece sembra soltanto  il discorso di un uomo, poliziotto, procuratore, padre che sia, che sa di non poter piazzare  un carabiniere o un agente di polizia dietro ogni angolo per proteggerci e quindi ci sta dicendo: "state all’erta voi per prime. Noi ce la mettiamo tutta ma voi state all'erta!"  Non ci vedo niente di male anzi, mi sembra un invito alla prudenza, ad imparare a prevenire, a diminuire le situazioni a rischio in cui a volte ci veniamo a trovare.  Il mondo di oggi è questo, è inutile nasconderci dietro un dito, dobbiamo impararare a tutelarci anche da sole, non possiamo delegare tutto alle forze dell'ordine o alla speraindio, e non possiamo neanche far finta che le strade siano sicure! E' ora che noi donne smettiamo di agire e pensare come vittime. Sono donna e so, per esperienza, che un'aggressione, sia per derubarti che per violentarti, può capitarti quando stai andando a lavorare alle sei di mattina ed è buio e ci sono quattro gatti per strada, o in treno quando fai la pendolare e rientri tardi, o facendo jogging. Ma almeno non andiamocele a cercare infilandoci in un vicolo buio e deserto nel cuore della notte.  No, no.... prima che arrivi il coro delle polemiche, non sto dicendo di non mettersi la minigonna e di chiudersi in casa.  Io vedo una bella differenza tra i deliri di un prete di provincia che scrive che la violenza ce la cerchiamo perchè non siamo ubbidienti e remissive, e le parole di Dettori che vogliono solo metterci in guardia, dirci state attente. Si tratta di vivere nel mondo reale, fuori da utopie stereotipate e sterili residui di femminismo. Se c'è delle retorica nei discorsi maschilisti, io ce la vedo anche in tante donne e nella loro aggressività nei confronti degli uomini. Non è una questione di femminismo questa, ma di sicurezza, la violenza attuale colpisce uomini e donne, e le donne, che piaccia o meno, sono la parte più debole, quella che più facilmente si può colpire. Cerchiamo di non fare da bersagli almeno!  Che dopo le 21 di sera in qualsiasi città piccola, media o grande sia diventato pericoloso uscire sole è una realtà, che vale sia per uomini che per donne, ma per le donne il rischio si moltiplica. Lo sappiamo tutti, la resa al crimine non è avvenuta oggi, e non è avvenuta solo a Bergamo, tutte le strade dopo una certa ora son in mano alla peggiore feccia, ed uscire è pericoloso! Ma che ne sanno i nostri politici che viaggiano con la scorta e l'auto blu, cosa ne sanno loro di quanto sia pericoloso solo andare a lavorare, prendere un treno o un bus, in determinati orari o in certe zone delle nostre città? Allora perchè qui stiamo a prenderci in giro e negare quello che il procuratore ha solo messo in evidenza: che tocchi a noi donne per prime non farci cogliere impreparate difronte alla violenza.  Ripeto, un'aggressione può succedere pure di giorno in pieno centro, ma cerchiamo solo di ridurre i rischi, di ridurre le probabilità di un simile drammatico evento. Smettiamo di pensare come vittime, prevenire è meglio!
Riprendiamoci la notte ma con cervello: usciamo sempre in gruppo (in due o tre amiche sarà più difficile essere aggredite no?), quando siamo costrette a farlo da sole scegliamo sempre strade illuminate e trafficate, impariamo a guardarci intorno, non prendiamo mai scorciatoie o vie isolate, teniamo sempre in tasca lo spray antiaggressione, oggi lo vendono ovunque (il Ministero dell’Interno, con circolare 29/03/11 n° 557/PAS/12982(10)8 ha determinato che può essere liberamente commercializzato) e quando siamo in posti isolati teniamolo in mano pronto all'occorrenza. Facciamoci accompagnare alla macchina dalle amiche o dal fidanzato se abbiamo posteggiato in un luogo isolato, facciamoci accompagnare fin sotto il portone di casa. A me sembrano gesti semplici, e che possono limitare i rischi di diventare vittima. Mi son trovata uno dentro il portone una notte quando rincasavo, è andata bene che è arrivato un vicino, ma ora mi faccio accompagnare sempre fin dentro il portone quando rincaso la sera. Non mi sento sminuita nella mia libertà per questo, sento che mi sto proteggendo.  Non si chiede alle donne di rinunciare a vivere ma di organizzare con un po’ di intelligenza i loro giri diurni o notturni, di ragionare sempre sapendo che il pericolo, al giorno d'oggi può essere ovunque.  Si tratta di prevenzione del crimine non di resa. Che poi le forze dell'ordine, i magistrati, i politici, tutti debbano fare il loro dovere, ognuno nel suo ruolo è ovvio. Che la giustizia debba fare il suo corso è logico. Ma poi siamo noi che camminiamo per strada e che rischiamo. E siamo noi per prime che non dobbiamo metterci in situazioni a rischio e dobbiamo tutelarci, sempre. Facciamolo noi per prime perchè la pelle è la nostra.

Aggiungo un dato statistico, per completezza di informazione. E' un dato ISTAT: in Italia, ogni giorno, avvengono in media 15 stupri. Accertati.
In Italia, in un anno avvengono di conseguenza una media di 6.000 stupri. Accertati.
E’ una media in continua crescita. In crescita? Come mai? Ci sono sempre più stupratori? No, semplicemente molto lentamente si sta prendendo coscienza del problema e più spesso vengono denunciati questi infami.
Si ritiene che 1 violenza su 10 venga denunciata.
1 SU 10. Sapete cosa significherebbe?
Significherebbe che in Italia ci sarebbero realmente una media di 60.000 stupri l’anno.
60.000 STUPRI L'ANNO.
Una grossa percentuale di violenze (sui 6.000 accertati) avverrebbe da parte del branco su minori.
60.000 STUPRI L'ANNO.
E ci scandalizziamo perchè ci viene detto "non uscite da sole"....? Dovremmo scandalizzarci per questi numeri, perchè dietro ogni numero c'è una donna distrutta e spesso una sentenza troppo blanda quando non addirittura nulla, per il suo carnefice.